Riforma del terzo settore, anche il Codice in Gazzetta Ufficiale

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi su Impresa Sociale, 5 per mille e sul Codice terzo settore (pubblicato quest'ultimo nella giornata del 2 agosto), il disegno della riforma acquisisce contorni definiti. Oggi, dopo tre anni, si conclude la prima parte di un lavoro complesso e impegnativo che ha visto, soprattutto negli ultimi mesi, il Forum Nazionale del Terzo Settore impegnato al fianco del Governo.

“Quella disciplinata dai decreti è una materia vasta”, ha dichiarato la portavoce Claudia Fiaschi. “Le norme introducono novità importanti per il Terzo settore, in particolare per gli aspetti fiscali, l’organizzazione interna, la gestione e la rendicontazione sociale degli enti, e sarà quindi necessario valutare l’impatto dei provvedimenti nella loro applicazione”.

“Siamo soddisfatti di questo primo traguardo, frutto anche dell’accordo del 27 aprile scorso tra il Forum e il Governo e del positivo dialogo con le Camere, che hanno tenuto conto di gran parte delle nostre proposte e osservazioni”.

Diversi sono i punti che il Forum valuta favorevolmente: “per quanto riguarda il Codice del Terzo settore, apprezziamo l’introduzione del Registro unico nazionale, nell’ottica dell’armonizzazione delle modalità di iscrizione degli enti su tutto il territorio nazionale. Su questo sarà necessaria un’intesa con le Regioni”.

Positivi, inoltre: la responsabilità affidata alle reti associative in termini di sostegno allo sviluppo degli enti di Terzo settore, di promozione dell’aggregazione e, soprattutto, di monitoraggio e controllo per la promozione di comportamenti etici e responsabili degli enti; la riforma complessiva del sistema dei Centri di servizio del volontariato, che riprende sostanzialmente la proposta di riorganizzazione elaborata unitariamente da Forum, Acri e CsvNet; gli strumenti di finanza sociale a sostegno dei soggetti di Terzo settore e quelli di fiscalità agevolata per i donatori, che potranno rappresentare interessanti chiavi di sviluppo per molte organizzazioni.

“Apprezziamo il rafforzamento dei requisiti di trasparenza e accountability nelle attività degli enti”, ha continuato Claudia Fiaschi. “Permane una non piena attuazione della delega circa la revisione del titolo II del libro I del Codice Civile, che rischia di creare un doppio regime normativo e fiscale”.

“Valutiamo positivamente la via italiana all’impresa sociale, disegnata dall’apposito decreto, che introduce regole e opportunità per tutti quei soggetti che, acquisendo la qualifica di impresa sociale, intendono impegnarsi stabilmente in attività di interesse generale attraverso gli strumenti dell’economia”.

Bene, tra le altre, le misure di accesso al credito agevolato, la defiscalizzazione del capitale investito nelle imprese sociali e l’esclusione delle società uni-personali dalla disciplina.

Sostanzialmente positive anche le norme sul 5 per mille, in particolare le procedure di accelerazione dell’erogazione dei contributi e quelle di rendicontazione all’insegna di maggiore trasparenza e semplificazione.

“I prossimi mesi saranno molto importanti per il completamento dell’impianto della riforma: entro un anno dovranno essere adottati più di 30 ulteriori provvedimenti, di cui alcuni assolutamente urgenti per l’attivazione della fase di sperimentazione delle nuove norme. Prosegue in questa direzione la collaborazione con il Governo attraverso le modalità di lavoro sancite dall’accordo dell’aprile scorso”.

“Riteniamo importante accompagnare in modo adeguato gli enti nella fase attuativa della riforma anche in previsione dell’adozione, entro un anno, di ulteriori decreti correttivi. Permangono infatti preoccupazioni legate a incertezze interpretative di alcune norme,  come pure temiamo l’impatto che la nuova disciplina fiscale  avrà, soprattutto sulle piccole realtà, in termini di appesantimento burocratico e aumento del carico tributario. In vista di questa nuova fase”, ha concluso Fiaschi, “abbiamo proposto al Governo la costituzione di un tavolo di lavoro con tutti i ministeri impegnati nell’attuazione della riforma, per gestire insieme un desk interistituzionale che raccolga e analizzi le problematiche segnalate dagli enti e dai Csv e costruisca risposte normative o interpretative efficaci”.

>>Il decreto sul Codice in Gazzetta

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Tags: Terzo settore, Territorio nazionale

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