Terzo Settore e pandemia: presentata la seconda ricerca regionale

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Presentati i dati della ricerca promossa da CSVnet ER, Confederazione regionale dei CSV e dal Forum Regionale del Terzo Settore dell’Emilia-Romagna

Sono numerosi e interessanti, non scontati e fondamentali per ragionare sul futuro i dati che emergono da La rilevazione sui bisogni e sugli effetti della pandemia sul volontariato e sugli enti del terzo settore in Emilia-Romagna, svoltasi nel 2022.

La ricerca, promossa da CSVnet ER, Confederazione regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato dell’Emilia-Romagna, e dal Forum Regionale del Terzo Settore dell’Emilia-Romagna, è stata poi analizzata e rielaborata dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

La presentazione si è tenuta il 13 gennaio a Bologna. Dopo l’introduzione di Laura Bocciarelli, presidente di CSVnet ER, Eleonora Costantini di Unimore ha illustrato il report sul volontariato post-pandemia nel 2022.

La ricerca

A seguire, sono arrivate le riflessioni e le analisi di Igor Taruffi, assessore regionale al Welfare, Politiche giovanili, Montagna e aree interne, Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci Emilia-Romagna, Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, e Manuela Claysset, portavoce dell’Osservatorio regionale del Terzo Settore. La chiusura è stata poi affidata ad Alberto Alberani, portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore.

“L’obiettivo della ricerca che abbiamo promosso in collaborazione con il Forum del Terzo Settore regionale e la collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia era quello di comprendere bene gli impatti causati dalla pandemia, dalla riforma del Terzo Settore e dalle crisi economiche ed energetiche”, ha spiegato la presidente Laura Bocciarelli introducendo i lavori. “L’idea è quella di avere il maggior numero di dati a disposizione per proporre un supporto coordinato con le istituzioni, per poter orientare nel migliore dei modi le attività e le esigenze del volontariato. Questa è la seconda rilevazione e vi è quindi anche la possibilità di fare confronti con il 2021. Inoltre, abbiamo registrato un numero di risposte più elevato, un dato importante per quello che comporta come partecipazione e capacità di definire le esigenze, ed arrivare poi a un percorso unico con il Terzo Settore e gli enti pubblici”.

Dopo la prima edizione del 2021, nella seconda parte del 2022 è stato inviato un secondo questionario da compilare in autonomia, in cui le associazioni dell’Emilia-Romagna hanno potuto inserire dati sull’effetto della pandemia, dei temi rilevanti, dei loro bisogni e del loro rapporto con i CSV, i centri di servizio per il volontariato del loro territorio. Il tutto in una fase molto complessa dal punto di vista amministrativo e formale, quella dell’iscrizione o della migrazione al Runts, il nuovo Registro unico nazionale del terzo settore in via di definizione.

La pandemia ha avuto innegabili impatti economici sulle organizzazioni: per un 40% del totale le risorse economiche sono rimaste tendenzialmente costanti dal 2019, un altro 40% parla di un calo dovuto all’emergenza sanitaria. E la tenuta? Per il 60% delle organizzazioni le risorse economiche sono sufficienti a coprire le proprie attività, per il 13% sono insufficienti e il 24% sta usando precedenti risparmi per proseguire il proprio impegno.

Il 55% delle organizzazioni ha ripreso le proprie attività in modo regolare; fra queste il 40%, tuttavia, ha dovuto rimodulare le proprie attività a seguito della pandemia. Infine, un 15% totale ha interrotto, del tutto o parzialmente, i propri sforzi, e il 33% segnala un impatto negativo sul numero di volontari attivi.

Nello scenario vanno inserite anche la crisi economica e la crisi energetica, che per metà delle rispondenti potrebbero avere conseguenze sul piano economico.

Un aspetto interessante è quello che riguarda il dialogo con i CSV, ritenuti un punto di riferimento prezioso per le consulenze, la parte informativa e comunicativa, la promozione del volontariato e la formazione, l’animazione territoriale e il supporto logistico. Fra i bisogni principali, consulenze e formazioni su temi burocratici-amministrativi, sulla riforma del Terzo Settore e il lavoro, di rete e singolo, per arrivare a nuovi volontari.

E il futuro? Le associazioni hanno espresso la necessità di crescere e potenziare i propri sforzi per quanto riguarda l’organizzazione, la governance condivisa e la capacità di muoversi al meglio in un contesto sociale sempre più complesso, e rapido nei cambiamenti.

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Tags: La Parola al Portavoce, Terzo settore, Emilia Romagna

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